sono i metri quadri che un operaio può permettersi di affittare a Milano. È quanto emerge dal Terzo Rapporto OCA, l’Osservatorio Casa Abbordabile promosso da LUM e CCL in partnership con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano. Proviamo a leggere il dato.

A Milano, ci dicono i ricercatori, un operaio può permettersi di affittare, spendendo al massimo il 30% del suo stipendio netto, 25 metri quadri. Un impiegato, 34.

Noi di LUM abbiamo contribuito a costruire questo strumento di osservazione proprio perché crediamo che i dati siano il punto di partenza necessario per qualsiasi ragionamento serio sulla casa. E quei dati ci dicono che la casa non è solo uno spazio: è un’infrastruttura fondamentale, condizione di base per la qualità e la dignità della vita delle persone e per il funzionamento delle città. Il nostro patrimonio cooperativo, con affitti che si aggirano intorno ai 60-80 euro al metro quadro annuo, è il frutto di decenni di lavoro in questa direzione. Ma oggi costruire richiede uno sforzo collettivo che nessun soggetto può affrontare da solo.

Per questo è necessario costruire reti di collaborazione: il pubblico deve dialogare con il privato, le cooperative devono essere in rete con istituzioni e sindacati. Servono incentivi, fondi di garanzia, strumenti finanziari che supportino chi, come le cooperative, promuove un’edilizia sostenibile e accessibile.

Intanto, teniamo d’occhio quei 25 metri quadri. Finché non crescono, c’è ancora molto lavoro da fare.

Vincenzo Barbieri Presidente di LUM — Libera Unione Mutualistica

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