
LUM, UNA COOPERATIVA IN MOVIMENTO, TRA BILANCIO IN ATTIVO E NUOVE SFIDE ABITATIVE
Il bilancio è in utile, le azioni di finanziamento raccolgono 1,6 milioni di euro, nuove iniziative rilanciano il modello di un abitare sostenibile. Mentre il terzo report OCA conferma: la forbice tra redditi e costi della casa continua ad allargarsi. Parla Vincenzo Barbieri, presidente LUM.
Bilancio in attivo, azioni di finanziamento che superano ogni aspettativa, nuovi cantieri in partenza. LUM – Libera Unione Mutualistica non si ferma, e lo fa in uno scenario urbano che, stando al terzo report dell’Osservatorio Casa Abbordabile (OCA), promosso da CCL e LUM in partnership con il DAStU del Politecnico di Milano, non smette di complicarsi. Vincenzo Barbieri, da dove ripartiamo?
“Ripartiamo da un bilancio che chiude in utile: 2 milioni e 32mila euro dopo le imposte, risultato ante imposte di 3 milioni e 94mila euro. Siamo in piena realizzazione del piano triennale, un pochino meglio dell’anno scorso. LUM è una cooperativa in grande movimento, in grande fermento, nonostante le difficoltà cittadine”.
Come sono andate, ad oggi, le azioni di finanziamento cooperativo, lanciate a inizio anno?
“Abbiamo 1.600.000 euro di azioni già sottoscritte. La risposta dei soci è stata molto positiva – e questo, ci tengo a dirlo, parla della consapevolezza che i nostri soci hanno del progetto. Hanno aderito anche molti dipendenti e tutto il Consiglio di amministrazione. È un dato importante: significa che chi lavora ogni giorno per la Cooperativa crede nel modello e vuole contribuire a costruirlo”.
Come funziona lo strumento, per chi non lo conosce?
“Il meccanismo è semplice. L’offerta è riservata ai soci e agli amministratori, che possono sottoscrivere pacchetti di azioni del valore di 500 euro ciascuna, con un minimo di cinque azioni. Il rendimento garantito è del 3% annuo – ma posso dire che se l’andamento del bilancio resterà su questi livelli, potremmo riconoscere di più l’anno prossimo. La cosa fondamentale è che i soci sanno esattamente dove vanno i loro risparmi: nelle ristrutturazioni e nelle nuove realizzazioni. C’è un aspetto etico molto forte, che è nel DNA della nostra Cooperativa: non è finanza estrattiva, è finanza rigenerativa. Noi siamo nell’alveo dell’economia di restituzione, non di accumulo”.
Il terzo report OCA è appena uscito. Quali sono i dati che colpiscono di più?
“I dati confermano e aggravano ciò che già sapevamo: la forbice tra redditi e costi abitativi continua ad allargarsi. Nel 2024 i prezzi di compravendita a Milano sono cresciuti dell’8,5% rispetto all’anno precedente, i canoni di locazione del 6,8%, mentre i salari medi sono aumentati solo del 4,2%. Per chi ha un reddito da lavoro dipendente senza altri patrimoni, la casa diventa ogni anno meno accessibile. Un operaio con uno stipendio di 1.542 euro al mese può permettersi, in locazione, 25 metri quadri commerciali: due in meno rispetto all’anno scorso. Non è un numero astratto: è una misura concreta di esclusione”.
Il report segnala anche il problema della mobilità…
“Esattamente, ed è un punto che mi sta molto a cuore. Andare a vivere fuori Milano per risparmiare sull’affitto non è più una soluzione: se si lavora in città, i costi di trasporto e il tempo perso nel traffico fanno sì che per molti pendolari la spesa complessiva per casa e mobilità arrivi al 60-80% del reddito. Questa è una tendenza già presente nel report dell’anno scorso, e oggi si conferma ancora più forte. La risposta non può essere solo “vai a vivere in provincia””.
E la risposta di LUM qual è?
“La dinamicità di LUM sta nel tenere gli affitti sotto il mercato, rispettando la missione cooperativa. Il canone medio dei nostri alloggi è di 60 euro al metro quadro contro i 150-160 del mercato libero. Ma non basta conservare il patrimonio esistente: dobbiamo produrre nuove case. Insieme a CCL, con cui abbiamo costituito il Gruppo Cooperativo LUM-CCL, abbiamo in programma 1.400 alloggi nelle aree Certosa, Bonola, Lambrate e all’ex Macello. Il nostro obiettivo è restare entro i 100 euro al metro quadro per gli affitti: è l’unico modo per rispondere davvero al bisogno di casa tenendo presente i redditi di chi lavora a Milano”.
L’ex Macello: un polo molto atteso dalla città. A che punto siete?
“Abbiamo costituito la cooperativa di scopo Unitaria Porta Vittoria, e a partire da giugno inizieremo a raccogliere le adesioni. Stiamo parlando di circa 130 alloggi in vendita a non oltre 3.000 euro al metro quadro, e di 80 alloggi in affitto, anch’essi a 100-110 euro al metro quadro. L’ex Macello è un’area straordinaria: ha strutture produttive, spazi di ricerca, studenti, abitanti. È un modello di abitare contemporaneo, dentro un pezzo di città che sta tornando a vivere. E noi vogliamo essere lì, con il nostro modello, per dimostrare che si può stare a Milano a costi sostenibili”.
Come si sostiene finanziariamente un modello così ambizioso?
“Il principio è sempre lo stesso: spostiamo gli utili derivanti dalla vendita sull’affitto, per rendere accessibili le case in locazione. Ma c’è un tema sul quale forse val la pena di riflettere: una novità assoluta per le cooperative di abitanti. È la necessità di costruire una finanza propria. Storicamente le cooperative rispondevano ai bisogni di investimento con il risparmio sociale, i prestiti dei soci. Forse è giunto il tempo che la cooperativa abbia risorse proprie, autonomia finanziaria reale per avviare investimenti e gestioni. Le azioni di finanziamento cooperativo sono un primo passo in questa direzione”.
Il modello LUM, dunque, è anche un modello culturale…
“Assolutamente. Noi non siamo un’agenzia della casa, siamo un’organizzazione economica fondata sulla reciprocità, sulla condivisione, sulla responsabilità. I nostri progetti non danno solo una casa: sono pensati perché l’abitante possa vivere in relazione con l’ambiente circostante, in una comunità. La casa accessibile è l’obiettivo, ma il modello è più ampio. È un modo di stare nella città che risponde alle diseguaglianze senza alimentarle. E che può essere, sono convinto, un riferimento per tante altre città italiane”.